Il 2 novembre, a Trieste e nel Friuli orientale, nelle pasticcerie e nelle case compaiono loro: le favette dei morti, in friulano favetis dai muarz. Piccole palline di pasta di mandorle in tre colori, chiare, rosa e al cacao, croccanti fuori e morbide dentro.
Il nome viene dalla forma, che ricorda una fava. Fin dall’antichità le fave erano legate al ricordo dei defunti, e quando i legumi hanno lasciato il posto alle mandorle e allo zucchero il nome è rimasto. Così un dolce nato per la commemorazione dei defunti è diventato un piccolo regalo da portare in tavola, da offrire con il caffè o da chiudere in un sacchetto con un nastro.
Questa è la ricetta che preparo a casa e che avevo condiviso nel mio primo e-book dedicato ai dolci, nel 2021.

Ingredienti

- 100 g di farina di mandorle
- 100 g di zucchero
- 2 albumi
- circa 50 g di farina 00
- la buccia grattugiata di un limone
- 1 bustina di vanillina
- 1 cucchiaio di acqua di rose
- 2 cucchiai di alchermes
- 1 cucchiaio di cacao amaro in polvere
- 1 o 2 gocce di colorante alimentare rosa
- un pizzico di sale
- poco zucchero a velo
Procedimento
- Monta a neve gli albumi con un pizzico di sale.
- In una ciotola mescola la farina di mandorle con lo zucchero e la vanillina. Incorpora poco alla volta gli albumi montati, poi la buccia di limone, l’acqua di rose e l’alchermes.
- Aggiungi la farina un po’ alla volta, fino a ottenere un impasto di media consistenza, che si lavori con le mani senza appiccicarsi.
- Dividi l’impasto in tre parti uguali. La prima resta così com’è. Alla seconda aggiungi il cacao e impasta finché il colore è uniforme. Alla terza aggiungi una o due gocce di colorante rosa e impasta allo stesso modo.
- Fodera una teglia con carta da forno. Stacca piccoli pezzi di impasto, forma delle palline grandi come una nocciola e disponile sulla teglia.
- Cuoci in forno statico a 90 °C per circa due ore: le favette non devono colorarsi, ma asciugarsi.
- Sfornale quando sono asciutte, lasciale raffreddare e spolverale con poco zucchero a velo.

I miei consigli
- Conservazione: in una scatola di latta, al riparo dall’umidità, si mantengono buone per diversi giorni.
- Da regalare: in un sacchetto trasparente chiuso con un nastro sono un pensiero gentile da portare a chi ti ospita a inizio novembre.
- Senza colorante: se preferisci, puoi lasciare la parte rosa al solo alchermes; il colore sarà più tenue.
- Da abbinare: un bicchierino di Picolit o di Moscato rosa.
Altri dolci della tradizione
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